La chiacchierata di stavolta è con il responsabile agonisti Panizza Enrico del CTT Cles, che ringraziamo per avere accettato di rispondere ad alcune domande.
La vostra società si sta avviando verso i 40 anni di storia: davvero un bel traguardo! Potete riassumere quali sono state le tappe più importanti di questo percorso?

Il Circolo Tennis Tavolo Cles viene formalmente fondato nel 1983, anche se il Presidente onorario Giuseppe Goio portò in Valle questo sport già nei lontani anni ’50 come attività di oratorio.
Da allora di strada ne è stata fatta: una palestra attrezzata con 12 aree di gioco, una palestrina dedicata per attività tecnico motoria e riunioni societarie, che hanno permesso, stagione dopo stagione, di superare nel periodo pre covid la soglia dei settanta atleti fra agonisti e amatori.
Nel 2007 il passaggio all’attuale presidente, Ivan Zanon grazie al quale la società ha vissuto una svolta incrementando il settore agonistico, sia individuale con 43 tesserati FITeT che di squadra con 9 team provinciali senior e 4 giovanili più quello di serie nazionale.
Ricordiamo con orgoglio l’organizzazione dei ritiri della nazionale Paraolimpica in preparazione agli impegni internazionali per alcune stagioni, l’organizzazione di innumerevoli tornei federali, CSI, il tradizionale torneo estivo, il ritiro sportivo in Sardegna presso la Marcozzi di Cagliari in occasione dei 30 anni di attività, la partecipazione ai molti tornei nazionali e transalpini con le tante soddisfazioni di risultati societari ed individuali, non ultima la costante presenza sul territorio per la promozione della nostra disciplina.

Quest’anno avete potuto iscrivere una compagine (che si sta ben comportando) nel prestigioso campionato nazionale di B2. Purtroppo, data la situazione pandemica, sarà un campionato anomalo, senza promozioni né retrocessioni, con poche partite dato che si giocherà solo il girone di andata e le squadre effettivamente partecipanti sono soltanto sei. Ciò non toglie che tale partecipazione sia motivo di orgoglio per il movimento del tennistavolo trentino. Qual è il vostro obiettivo della stagione, per quanto riguarda la B2? E per quanto riguarda la partecipazione alla fase provinciale di qualificazione alla Coppa Italia?

Certamente all’inizio eravamo in dubbio sulla partecipazione: protocollo sanitario, adempimenti amministrativi non facilitavano la scelta, inoltre con spirito agonistico io, Bertagnolli, Chilovi e Pilloni abbiamo tamponato l’assenza momentanea di un titolare, ma l’entusiasmo della promozione dalla serie C e le performance dei titolari Leonardo Endrizzi e Mattia Michelon (per ora le vittorie con Treviso e Latisana) hanno fortemente appagato tutto il resto. Quindi se ora riusciremo ad inserire nell’ultimo incontro anche un atleta del nostro vivaio, l’obiettivo sarà senza dubbio raggiunto. 

Quest’ultima motivazione risulta valida anche per la coppa Italia in quanto la nostra intenzione, se verrà disputata, è quella di schierare tre atleti giovanili meritevoli per dare loro la possibilità di prepararsi al meglio in vista degli impegni nazionali previsti a fine stagione.


Che valore date a questa partecipazione alla B2? è un punto di arrivo? una tappa verso ulteriori obiettivi? unicamente una opportunità per far conoscere di più il tennistavolo nella Val di Non?

L’appetito vien mangiando…fino a qualche anno fa non pensavamo a questi livelli, però devo ammettere che è una realtà che sta entusiasmando, non solo il nostro circolo ma tutto l’ambiente sportivo locale, quindi la prossima stagione si spera di partire con tutti e tre i titolari (Andrea Galler compreso) e cercare di fare un competitivo buon campionato.

Si sa che il CTT Cles è da anni una delle società che in provincia riserva maggior attenzione al settore giovanile. Apriamo quindi un confronto su un tema noto, rilanciato di recente da un articolo del Corriere della Sera. In Italia esiste il problema del forte abbandono giovanile della pratica sportiva. Lo dicono gli ultimi dati Istat:, in Italia fa sport il 70,3 per cento dei ragazzi tra gli 11 ed i 14 anni, poi inizia il calo. Si scende al 63,4 per cento tra i 15 e i 17 anni e al 54 per cento tra i 18 e i 24 anni. Nell’articolo se ne indicavano le cause: diminuzione della fiducia nelle proprie capacità; troppi impegni, anche scolastici; gli interessi agonistici di molte società che cercano soltanto di selezionare talenti lasciando perdere i meno dotati. Qual è la vostra filosofia in merito?

La nostra filosofia è da sempre stata l’inclusione di tutti quelli che volevano cimentarsi al tavolo, coinvolgendo non solo loro ma anche le famiglie in tornei dedicati o momenti conviviali di società. Il riscontro lo abbiamo con i numeri e quando vediamo rientrare ex atleti magari ora con famiglia.
Inoltre, riguardo gli atleti giovanili abbiamo chiaramente vari livelli di allenamento. Nel corso della stagione, ci sono dei momenti comuni che stimolano i principianti a cimentarsi nel gruppo agonisti.
Sono convinto che deve essere una loro scelta non dettata dalla famiglia o dalla società sportiva, se questa consapevolezza avviene, ritroviamo ragazzi motivati e costanti nel tempo.

Come avviene generalmente l’ingresso di nuovi giovani nella vostra società? Passa parola o fate attività di pubblicità nelle scuole?

Sì, sono parecchi anni che aderiamo al progetto scuola sport del Coni presso le primarie della valle ed alcuni ragazzi provengono da quelle fila, però il torneo estivo a fine stagione e, senza dubbio, il passa parola fra soci e vecchi atleti è la formula vincente. Nella stagione 2019-20 abbiamo chiuso le iscrizioni per numero massimo prima del Natale.

Veniamo alla stretta attualità: nel corso di questo anno caratterizzato dall’emergenza sanitaria avete perso tesserati? Ritenete che torneranno un domani che le restrizioni dovessero allentarsi rendendo possibile una ripresa dell’attività?

Purtroppo come tutti abbiamo interrotto l’attività amatoriale ed i corsi per le nuove leve, quindi sono rimasti solo gli atleti agonisti (attualmente 38 tesserati) di questi però solo una ventina si allenano quasi regolarmente.
Dai sentori e richieste varie confidiamo che gli adulti rientrino, mentre per le nuove leve sarà importante essere pronti a divulgare le nuove iniziative che cercheremo di proporre, speriamo in tempi brevi.
In questi mesi stiamo effettuando, come dicevo, il progetto del Coni presso alcune classi delle scuole elementari e il riscontro è positivo: i bambini, seppure fra mascherine ed igienizzanti, hanno come sempre la voglia di giocare ed imparare. Toccherà a noi rimboccarci le maniche per dare loro la possibilità di riscoprire l’amore per lo sport.

Qual è a vostro parere la strada per una crescita del tennistavolo nella nostra provincia?

Negli ultimi anni, per merito del progetto federale “Ping Pong Kids“ l’approccio per i più piccoli era ottimale: si confrontavano per le prime volte con altri coetanei della provincia, non solo dal profilo specifico della disciplina, ma anche a livello motorio ed il gruppo affiatato stava crescendo. Quindi quella per me è la prima strada da seguire.
Riguardo invece il miglioramento tecnico, credo in un coordinamento centrale con uno o più tecnici che possano collaborare con e presso i club per degli obiettivi comuni, magari con degli stage organizzati a rotazione nelle singole palestre invogliando così anche gli atleti meno talentuosi.
Naturalmente i tecnici itineranti dovrebbero essere propositivi, privi di campanilismi ma soprattutto in grado di apprezzare qualsiasi impegno delle singole società in quanto fatte per la gran parte di volontariato.
Ringrazio per avermi offerto l’opportunità di raccontare la nostra realtà e colgo l’occasione per nominare il nostro affiatato Direttivo …. è solamente grazie al costante impegno di tutti, per alcuni decennale, che siamo riusciti a “rimanere in gioco” per tanti anni!

Il Presidente Ivan Zanon, l’onorario Giuseppe Goio, il vice Fabrizio Bertagnolli, il segretario Luciano Chilovi, i più recenti consiglieri Paolo Pilloni, Andrea Basteri ed il collaboratore Luigi Zanon
Domenica, 17 Ottobre 2021
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